 Dal 6 marzo 2011 è visibile la mostra "Sguardi" di Annamaria Castellan.
Annamaria Castellan racconta storie e le sue storie parlano spesso di persone e per questo il ritratto diventa una costante nel suo lavoro, il ritratto con i suoi giochi di apparenze, con il potere evocativo del bianco e nero che sa dosare perfettamente luci e ombre, con le sue sfumature che le permettono di cogliere non solo ciò che si vede ma di andare oltre, di raccontare storie di vita. Quattro giorni a disposizione delle donne cadorine nel 2010 hanno portato a un centinaio di scatti che ora formano questa mostra che Annamaria Castellan ha voluto intitolare “Sguardi”. Donne, semplicemente donne, riprese nella loro semplicità, con i volti puliti, sorridenti, con lo sguardo divertito e consapevole dell’unicità della propria esistenza, della forza del proprio senso di appartenenza. Protagoniste nella loro quotidiana normalità di una vita scandita da ritmi di lavoro, da impegni familiari, da piccoli e semplici divertimenti, da sogni. Ritratti singoli e a gruppi, amiche, sorelle, colleghe che partecipano con gioia stupita a questo gioco d’indagine che Annamaria Castellan porta avanti ormai da anni alla scoperta del mondo femminile e al suo svelamento, fuori dalle logiche commerciali delle “luci della ribalta” spesso specchio di un mondo virtuale in cui si potrebbe cadere abbacinati, lontano da quel mondo di apparenze che falsifica l’immagine del sè in qualcos’altro di assolutamente fittizio. “Sguardi” si allontana da tutto questo per avvicinarci alla realtà della nostra vita, per raccontarci storie di donne, vere protagoniste della propria esistenza, perchè il mondo è fatto di storie, ma bisogna saperle cogliere e raccontare, bisogna avere la giusta sensibilità per capire i segnali che ci lanciano, anche quelli più innocenti e nascosti. Forse una provocazione la sua, una sfida a guardare intensamente ciò che ci circonda, coglierne le sfumature anche nelle rughe di un viso che ha vissuto già parte della propria esistenza, comprendere una smorfia, e tradurla in un pensiero, fermare un gesto e condividerne l’azione. Non solo ritratto dunque, ma un fotoreportage che passa attraverso i volti delle donne del Cadore. Tutto qua. Federica Luser Dove: Spazio Auditorium Palazzo Cos.Mo. Museo dell’Occhiale Pieve di Cadore Via Arsenale, 15 Quando: la mostra rimarrà aperta fino al 31 marzo 2011 Orario: 9.30-12.30 / 15.30-18.30 chiuso lunedì orario sabato 19 e domenica 20 marzo 2011,orario 9.30-12.30 / 15.30-18.30 STAGE FOTOGRAFICO info:
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