 Il fotografo Stefan Koppelkamm testimonia con fotografie rigorosamente in bianco e nero le trasformazioni avvenute dalla caduta del Muro fino ad oggi: uno sguardo documentario su paesaggi, strade, edifici della Germania dell’Est e i luoghi segnati dalla presenza del Muro.
La bella mostra fotografica di Stefan Koppelkamm può riuscire particolarmente istruttiva per il visitatore abituato alla sua città «siccome immobile». Perché lo mette di fronte alle grandi trasformazioni che in una decina d'anni, tra i primissimi Novanta e i primissimi Duemila, hanno investito le città dell'ex Germania Est. La mostra, anzi, è tutta giocata proprio sull'attrito passato-presente, con le grandi foto proposte in coppia: nel primo scatto si vede un luogo così com'era, poniamo, nel 1991, e nel secondo com'è diventato nel 2003. Koppelmann, tedesco di Saarbrücken, al confine francese, racconta com'è nato questo suo progetto: «Non appena cadde il Muro, ero curioso di vedere un po' di più di quanto non si riuscisse a vedere prima. Berlino Ovest, dove mi ero trasferito da poco, era una città chiusa in sé, assai autoreferenziale; e io ero tra i pochi che avessero avvertito il bisogno di vedere l'Est già prima di allora». Inizia così questa ricognizione in un mondo altro, certo più povero e arretrato, «ma che ti metteva davanti agli occhi un'altra Germania, quella di prima della guerra». A Ovest, le rovine del conflitto avevano innescato un processo di ricostruzione che più spesso, in realtà, era consistito nella distruzione del vecchio e nella realizzazione di architetture totalmente nuove. «A Est», dice Koppelkamm, «erano troppo poveri per fare altrettanto, e restavano tante cose sorprendenti da scoprire, specialmente per quelli della mia generazione, cresciuti con una specie di gap storico». Quando: dal 20/03/09 al 30/04/09, inaugurazione il 23/03/09 alle ore 18; Dove: ITIS, Via Pascoli, 31 - Trieste; Ingresso: libero; Orario: dal lunedì al sabato dalle 09.00-19.00; Info:
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