 “Incredible India!” è il motto dell’ente del turismo indiano per promuovere le meraviglie storiche e culturali di questo enorme paese. Di incredibile l’India non ha solo la storia, i monumenti e la cultura, ma anche altri aspetti che fanno di questa terra uno dei luoghi più contrastanti al mondo e più complicati da comprendere. La mostra, terzo appuntamento espositivo del progetto “Document Now 2009”, intitolata “Incredible India!” del fotografo Pierpaolo Mittica si inaugura sabato 11 Luglio 2009 alle ore 18.30 presso la Galleria OpenSpace Le Monelle di Gemona del Friuli.
Nota l'autore: L’india, nella visione più semplificata, parziale e ottimista che viene trasmessa dai più importanti mass media, è uno dei paesi con il maggior sviluppo attuale, con un prodotto interno lordo in crescita del 7% annuo, e che fa concorrenza al gigante Cina. È la terra della tecnologia, con il settore informatico e della ricerca più all’avanguardia. È il compartimento della grande industria con colossi tra i più importanti a livello mondiale. È la più grande democrazia al mondo, con un miliardo e centomila persone, dove convivono popoli e culture diverse, con 23 lingue ufficiali. È la terra della spiritualità, luogo di incontro di tutte le religioni e di molte filosofie e pratiche orientali, che attraggono milioni di studiosi o semplici curiosi ogni anno. È la nuova rinascita culturale con artisti di fama internazionale, dalla più alta cultura di nicchia fino agli sfarzi di Bollywood, la grande cinematografia indiana commerciale che produce centinaia di film all’anno. Ma per tutti, turisti e non turisti, quello che colpisce immediatamente all’arrivo in India è soprattutto la devastante povertà che attanaglia la maggior parte della popolazione. La prima volta che sono arrivato, nel 2002, sono atterrato a Bombay, oggi Mumbai, la capitale economica e finanziaria dello stato indiano. Mumbai è una città con una popolazione stimata di 16 milioni di abitanti ma con una struttura urbanistica fatta per accoglierne solo 3 milioni. Percorrendo la strada che divide l’aeroporto dal centro della città, si passa attraverso uno scenario da film catastrofico che si estende all’infinito, fatto di distese di catapecchie ingrigite dai monsoni e dalla sofferenza della vita. Sono gli slums che vestono tutta la città, centro compreso, con un abito di miseria e degrado oltre ogni limite umano. Sono le “orribili” bidonville, luogo dove la tua coscienza si scontra tra il nostro mondo occidentale, fatto di paglia dorata, e quello che i tuoi occhi vedono, determinando profonde fratture nell’anima, se sei possessore di un’anima. È la tua vergogna di essere così fortunato in mezzo a tanta miseria che ti sveglia, e ti fa chiedere come è possibile che una terra così ricca di risorse naturali e umane, la terra dello sviluppo tecnologico e dell’informatica, della bomba atomica, dei colossi industriali, la culla delle religioni, delle filosofie orientali e della lotta civile pacifica, possa tollerare, accettare e perpetrare un degrado del genere per la sua popolazione. Per ulteriori informazioni: Le Monelle |