Confini sensibili

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 Entra nel vivo, a partire dal mese di novembre sino al prossimo dicembre, con la sua seconda tranche, scandita da un fitto carnet di mostre dedicate a giovani artisti che esporranno nelle principali gallerie d’arte veneziane, l’evento ACCADE 2008 .

Il tema scelto per l’edizione 2008 di ACCADE, intorno al quale sono stati concepiti i diversi eventi espositivi che si susseguiranno da novembre, è MUTAZIONE CONTEMPORANEA.

Dallo sviluppo di tale tematica trova spazio la mostra, curata da Morena Schiffo in collaborazione con Paola Simeone, dal titolo “CONFINI SENSIBILI” in programma alla galleria Arte Daniele Luchetta a Dorsoduro, 869 – Venezia dal 13 al 21 novembre p.v. e che vede protagoniste tre giovani artiste: Alice Brunello, Elisa Piccin e Corinne Zanette.

La ricerca condotta dalle curatrici per svelare al pubblico il lavoro delle tre artiste pone l’attenzione sull’apparato percettivo e cognitivo dell’organismo umano di fronte al grande sviluppo delle nuove tecnologie, con particolare riguardo al corpo e alle sue modificazioni-trasformazioni, uniche vie di scampo in un ambiente in continua mutazione.

La ricerca di un rapporto più originario con la realtà porta le artiste a sperimentare modalità espressive legate al corpo, alla pelle, al tatto. Il corpo diviene specchio della propria intimità, luogo di appropriazione e conoscenza, passando attraverso la pelle, memoria viva, superficie che comunica direttamente con la profondità dell’essere, spazio di confine dove tutte le informazioni provenienti dall’interno e dall’esterno si scontrano e interagiscono.

Alice Brunello utilizza la fotografia per indagare il confine che unisce e separa l’uomo dal mondo esterno, considerandolo non limite ma apertura dove inizia l’esplorazione. I corpi ripresi sono frammenti da ricomporre e da modellare, seguendo le tracce e i segni sulla pelle. Parti del corpo di diversi individui, già modificate e segnate dal tatuaggio e dal taglio, vengono messe in posa fino a creare un’apparente unità formale che in realtà non è unica ma molteplice. La superficie fotografica diviene mezzo di comunicazione per creare un contatto interno ed esterno all’opera.

Se la superficie sensoriale è continuamente sollecitata da stimoli diversi, diventando luogo di contatto con la più profonda intimità, allo stesso modo viene vissuta come limite e chiusura. Così per Corinne Zanette un corpo imprigionato all’interno di uno spazio non modificabile e non comunicante è un organismo negato: non può vivere, non può respirare. Ma la relazione tra interno ed esterno è recuperata dall’artista attraverso il taglio, il segno, la parola, la comunicazione. Il mettere in relazione diventa l’unica soluzione per uscire da uno stato oppressivo di chiusura. L’artista usa tele di quadri in maniera libera e creativa per inventare spazi di riflessione inediti, luoghi di confine tra l’opera e lo spettatore.

Dalle superfici profonde della pelle e della tela si passa alle superfici leggere e vuote di Elisa Piccin. La superficie qui è un involucro che contiene una forma, che crea elementi, invadendo ed espandendosi nello spazio. Esseri anonimi, fluttuanti, leggeri, metafore dell’umanità contemporanea sono gli elementi prodotti e assemblati dall’artista che creano strane ombre a seconda di come vengono ricomposti nell’ambiente in cui sono collocati. Con spirito giocoso ogni elemento è ritagliato, riempito, cucito e ricomposto in una struttura informe. Le sue sono presenze assenti che prendono corpo e captano le variazioni e le vibrazioni dell’ambiente. La valenza formale sembra esistere solo come struttura o elemento in relazione agli altri elementi e allo spazio circostante. Gli spazi sensoriali e i campi della percezione umana diventano luoghi di relazione, mondi interni che dialogano con le sollecitazioni esterne.

 La mostra sarà visitabile presso la galleria Arte Daniele Luchetta a Dorsoduro, 869 – Venezia dal 13 al 21 novembre 2008.

Per informazioni: tel. 041 5235518 - e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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